I nuovi trend nel settore del vino: l’intervista alla wine influencer Eleonora Galimberti

Vi siete mai chiesti che tipo di ruolo hanno gli influencer? E come possano cooperare nel settore del vino?

Per rispondere al meglio a queste domande abbiamo intervistato Eleonora Galimberti, una wine influencer che attraverso la passione per il vino ha  fondato Enogallery ed il blog Enozioni.
Eleonora è parte del nuovo movimento di professionisti che hanno unito una passione a un lavoro, sfruttando prima di tutto la nuova era rappresentata dai social media, i blog e il Web in tutte le sue potenzialità.
Eleonora, concedendoci un’intervista, ci da modo di approfondire meglio questi temi da parte di chi veramente vive questo settore ed è un’esperta su tutti i trend che stanno prendendo piede nel mondo del vino.

Prima di tutto conosciamola meglio. Eleonora, se dovessi presentarti in una frase cosa ci diresti?
Sono nata sul lago di Como nell’84, cresciuta alle porte di Milano, ma con la Toscana nel sangue. Ho una laurea in Comunicazione, sono Sommelier AIS e diplomata al Master Bocconi in Food & Beverage Management. Da buona Bilancia sono un’inguaribile romantica con un innato istinto verso il bello, che ricerco in ogni particolare.

Cosa ti ha portato alla creazione di Enogallery e della rubrica Enozioni?
Fin da piccola sognavo di fare la poetessa ma scrivere nell’era dei social media e la redazione di contenuti digitali mi è sembrato un ottimo compromesso con la realtà. Le mie passioni mi hanno portato a lavorare per anni nella Moda per poi condurmi al mondo dell’enogastronomia. In particolare, amo ascoltare il vino e le sue storie, ma soprattutto amo berlo e condividerlo.
Ho unito così la passione per il vino all’amore per la scrittura, e con questa filosofia ho fondato Enogallery, un progetto di comunicazione digitale e social media marketing dedicato alle eccellenze enogastronomiche del made in Italy. Questi prodotti amo considerarli vere e proprie espressioni d’arte, con il fine di conferire al brand/prodotto un valore aggiunto in termini di appeal emozionale ed estetico, ad alto contenuto d’immagine, votato fortemente alla generazione di interesse e desiderabilità.
Enozioni è molto più di una ‘rubrica’, è un Blog all’interno di Enogallery, del quale curo personalmente i contenuti redazionali, grafici e fotografici. Attraverso il blog scrivo di wine e delle “affinità elettive” con food, alta ristorazione, moda, viaggi, lifestyle, attualità ed eventi che ruotano intorno al gusto della vita.

Abbiamo visto che sei attiva sia sul blog/sito che nei social. Parlaci di come li gestisci e come dividi le energie e la comunicazione tra questi canali. Quali sono i tuoi segreti per una comunicazione diretta ed efficace?
Il mio impegno è dedicato a nutrire sia la parte più redazionale del Blog sia i social media, tenendo presente che hanno format, audience, comunicatività diverse. Infatti, al Blog che permette di esprimere maggiori contenuti ‘professionali’ riservo le notizie, le esperienze, i racconti del mondo wine & food immaginando di parlare ad un interlocutore interessato a mettermi a disposizione il suo tempo per ascoltarmi. Come richiama il nome, “Enozioni” parla delle emozioni del vino, vissute attraverso i miei occhi e le mie esperienze. Parlando della mia attività, cito spesso una frase di Mario Soldati: “il vino è la poesia della terra”.
I social media, con particolare focus su Instagram, sono molto più immediati e puntano fondamentalmente ad immagini dal forte impatto estetico e contenuti interessanti, ma più brevi e veloci da fruire. Io credo che i social media siano il futuro della comunicazione, e che permetteranno di accorciare le distanze tra il consumatore/lettore e le aziende che stanno diventando sempre più “social” ed aperte all’interazione diretta con il pubblico.

Quali sono le caratteristiche fondamentali per essere un wine influencer? Che ruolo può avere nel settore italiano?
Per me, l’influencer è chi trasforma il passaparola in un click to click. Tecnicamente parlando, è un utente del web, che grazie ai social network gode di un consistente pubblico di seguaci, followers; scrive su blog e crea hashtag tematici, ma, soprattutto, condivide contenuti in grado di “influenzare” gli altri utenti ed orientare le loro scelte di consumo.
Essere wine influencer significa, prima di tutto, essere appassionati di vino, competenti in materia, trasmettere affidabilità ed essere in grado di comunicare tutto questo con contenuti che possano suscitare interesse, e che possano, a loro volta, essere commentati e condivisi, generando partecipazione e coinvolgimento.
Nell’era moderna i social media hanno rapidamente incrementato la loro autorevolezza, integrandosi perfettamente con la comunicazione tradizionale. E’ proprio per questo che la figura del wine influencer è anche diventata una leva di marketing e un’opportunità concreta per le aziende.

Il mondo del vino è un settore di nicchia che spesso include solo i veri appassionati di questo settore. Come credi sia possibile riuscire a far conoscere maggiormente la storia del vino, le aziende italiane e i loro prodotti?
Il fatto che i social media abbiano ribaltato il modo in cui i consumatori valutano e acquistano i prodotti e i servizi è assodato. I web influencer ormai dettano le scelte del pubblico. Seguiti da numerosi follower, da Instagram a Facebook, fino ai blog, con grandi capacità tecniche, talento e competenze specifiche, sono diventati i veri protagonisti della comunicazione.
Ciononostante ci si chiede fino a che punto i social media, per mezzo degli influencer, riescano a condizionare il processo decisionale di acquisto.
Il fenomeno è complesso e vanno tenuti in considerazione diversi fattori. Innanzitutto, il livello di notorietà del media/influencer: dato il proprio potere di raggiungere potenziali clienti in ampia scala, più è famoso e maggiore è il rischio che venga “comprato” da un brand. In secondo luogo, è necessario tenere conto dei contenuti pubblicati e del modo in cui si pongono, poiché dare una definizione dei prodotti o servizi positiva, senza assumere un atteggiamento critico a riguardo, è un sintomo di sfiducia, che può nuocere alla reputazione e alla credibilità.
Essendo difficile generalizzare, è possibile però affermare che i social media possono avere un ruolo chiave nel processo d’acquisto, specialmente nei confronti dei Millennials.

Legato alla domanda precedente, parlando dei millennials, ti sembrano maggiormente coinvolti a conoscere il mondo del vino? Hai notato una curiosità crescente in questi anni grazie ai social e il web?
Assolutamente sì, tra gli stessi “blogger” e/o “influencer” si sta notando una forte tendenza ad aprire profili social dediti a questo tipo di comunicazione, chi più chi meno esperto o competente (il tempo ce ne darà atto), con un proprio stile ed obiettivo.
La curiosità di interagire con il mondo del vino non ha mai conosciuto questi livelli prima d’ora. L’importante come sempre è che le scelte vengano prese per convinzione e serietà, non per moda.

Il Web è in continua trasformazione come il panorama dei social. Come credi che si evolverà il tuo ruolo nei prossimi anni?
Attualmente mi trovo perfettamente a mio agio in questo ruolo di “digital sommelier” come qualcuno mi ha soprannominata. La bellezza di questo momento è l’essere tra i “first mover” per cercare di costruirsi la propria identità e credibilità e farne una professione, nell’era della comunicazione digitale, in un nuovo spazio ma dal grande potenziale in continua evoluzione. La comunicazione da quando esistono internet e i social media è cambiata profondamente e velocemente, ed è plausibile aspettarci sempre nuove trasformazioni nel campo. Il mio obiettivo professionale sarà quello di diventare sempre più padrona di questi mezzi di comunicazione e diventare un riferimento credibile e autorevole per gli stakeholders del settore, dall’azienda al consumatore.

Infine ti chiedo come credi che il tuo ruolo da wine influencer debba essere progressivamente integrato nella comunicazione e storytelling del vino e magari anche di aziende private, fino a influenzare le fasi di vendita?
Il mondo del vino oggi crea tendenza e ha una forte affinità con il fashion, il design e il lusso. Dalla moda, il mondo del vino potrebbe imparare l’approccio ai social media e coltivare una connessione di reciproca fiducia con i digital influencer.
Affidarsi ad uno di loro può essere un’efficace investimento di marketing e garantire numerosi vantaggi per il marketing online, innanzitutto a livello di costi. In genere l’investimento, sia in termini di tempo che in termini economici, risulta più contenuto, in relazione a una campagna classica. Inoltre, il tipo di comunicazione che si verrà a creare con il target può accrescere la fiducia e la credibilità del proprio brand, con visibilità immediata, alimentando con successo un passaparola affidabile, nonché raggiungere un’audience illimitata. Ovviamente, come per i mezzi tradizionali, è meglio non compiere una scelta alla cieca: prima di affidarsi ad un influencer è necessario studiare a fondo il proprio target e i propri obiettivi.

Da tutti questi elementi si aprono veramente tanti spunti interessanti da analizzare. Ci aspettiamo che il ruolo dei wine influencers prenda sempre più importanza e, come negli altri settori, si faccia sempre più un selezionatore di tendenze. Non solo, probabilmente il ruolo dell’influencer sarà veramente importante per tutti i produttori di vino e le cantine per raggiungere i clienti, soprattutto quelli più giovani, e trovare un ponte di comunicazione con loro.
Vogliamo ringraziare Eleonora per averci concesso questa intervista e averci dato la possibilità di scoprire di più sul ruolo degli influencers anche nel mondo del vino.

Se volete conoscerla meglio, vi consigliamo di seguirla nel suo sito o nei social InstagramFacebook e Twitter!

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