Storytelling efficace

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La scorsa settimana vi abbiamo parlato di storytelling e vi abbiamo anticipato che le storie, per essere efficaci, devono essere soprattutto ricordate e tramandate. Ora vi vogliamo parlare del “come”.

Per creare una storia che rimanga nella mente é necessario tenere a mente queste poche e semplici regole:

  • conoscere l’obiettivo della storia. La storia può puntare alla conoscenza del prodotto, all’educazione del consumatore verso i metodi produttivi o i fattori salutari o altre curiosità, oppure può semplicemente essere volta alla conoscenza del vino (in questo caso) tra la gente;
  • attirare l’attenzione. Perchè le persone inizino ad ascoltare (o guardare, nel caso di video online) la tua storia, questa deve essere d’impatto (almeno) nei primi 5 secondi;
  • coinvolgere. L’attenzione non basta. Dopo che si è riusciti a tenere il consumatore “attaccato” allo schermo per i primi 5 secondi, se la storia diventa noiosa o troppo lunga l’ascoltatore divagherà con il pensiero o passerà con il suo dito ad un’altra storia, ad un altro video, ad un nuovo post che ritiene più coinvolgente. Coinvolgere è necessario dopo aver attratto;
  • far sì che sia subito possibile passare all’azione. Se l’obiettivo della storia è che il consumatore compri il vino, allora bisogna che il vostro prodotto sia disponibile dopo che avete raccontato la storia. Quando si è emozionalmente coinvolti, la decisione immediata è ciò che porta ad un’azione duratura e ripetuta. Se poi il vostro vino non piace al palato, quella è un’altra storia, ma se non viene gustato, chi può dirlo?

Una condiserazione importante da fare riguarda il target a cui è rivolta la storia. Per sapere che storia raccontare, bisogna conoscere le preferenze di chi la ascolterà. Avete mai provato a guardare un film romantico e magari anche drammatico con chi ama i film d’azione e fantascienza? Quella persona sarà irrequieta, vorrà vedere tante battaglie e alieni, esplosioni, ecc. Il film probabilmente non le piacerà e prenderà sonno perchè è troppo “lento”. Ecco, le storie ci obbligano a conoscere il target di consumatore a cui ci rivolgiamo, così da coinvolgerlo ed evitare situazioni tipo quella descritta qui sopra.

Le storie riescono a mostrare il prodotto sebbene non siano centrate su di esso. Il focus della storia sono sempre le persone che ne fanno parte, le loro esperienze, le loro vite. Il prodotto (il vostro vino) è presente nella storia, ma non è il vero protagonista. Se il consumatore condivide i valori che vengono mostrati nella storia, che poi sono i valori della vostra azienda, allora verrà creata fiducia, lealtà. Tutto questo porterà all’acquisto ripetuto, e non sarà un semplice acquisto di vino, ma a lungo andare diventerà l’ “acquisto della cantina”. Il consumatore sarà legato alla vostra azienda, non solo al vostro prodotto. Comprerà un vino perchè lo producete voi, perchè si fida di voi, non solo perchè gli piace (se se ne intende).

Che aspettate a raccontare la vostra storia?

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