Sapete usare le campagne virali sui social anche per il mercato del vino?

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Cosa sono le campagne virali sui social? A cosa servono e come funzionano?

Chi utilizza spesso i social sa che la maggior parte dei contenuti che trova sul web è proposta da altri utenti attraverso la condivisione.

Le campagne virali online sono meccanismi di condivisione dei contenuti che le aziende usano per aumentare la propria visibilità online. Infatti, richiedono all’utente di creare e condividere con l’azienda dei contenuti creativi creati dal consumatore stesso: un tipico esempio è la pubblicazione di foto personali che ritraggono la persona quando usa il prodotto dell’azienda. Ecco perché la parola chiave di queste campagne è coinvolgimento. Si instaura così un legame diretto tra consumatore e marchio. L’obiettivo di queste azioni social è di creare un contenuto in grado di spingere gli utenti ad interagire tra loro, senza il bisogno di intervento da parte del promotore della campagna. Per fare questo si coinvolge il proprio target, attraverso le emozioni e gli interessi dello stesso. A volte, per invogliare maggiormente gli utenti a partecipare, si offrono dei premi al migliore contenuto, dichiarandolo vincitore in base alle condivisioni e reazioni ottenute.

Esempi di campagne social virali sono descritti in un articolo di ninjamarketing.it ( link ) che fornisce anche dati interessanti sulla loro efficacia. Il Ford Fiesta Project, ad esempio, è stata una campagna durata 18 mesi che ha portato alla Ford “11 milioni di visualizzazioni circa, con 5 milioni di condivisioni ulteriori; 11000 video postati e 15000 tweet pubblicati, 13000 foto. E poi: il 97% degli utenti che hanno fruito dei contenuti condivisi sui social hanno ammesso di voler conoscere meglio la Ford Fiesta”. Risultati altrettanto favorevoli li ha avuti la General Motors in quindici giorni di campagna, e così molte altre aziende. Inoltre, le campagne online che richiedono la collaborazione di utenti che pubblicano materiale creato da loro (UGC – User Generated Content) costano molto meno delle “tradizionali” campagne marketing.

In questo weekend, da venerdì 30 settembre, abbiamo voluto provare a creare una campagna virale su Facebook. Attraverso un post, chiedevamo agli utenti di condividere con noi il vino che stavano bevendo – o con un commento al nostro post, o con una foto postata direttamente da loro sulla nostra pagina. Il nostro obiettivo era quello di dimostrare come, attraverso queste campagne, si possa aumentare la propria visibilità, proprio come in un “passaparola digitale”.

Il nostro post ha ricevuto circa 340 visualizzazioni, cioè è apparso nella bacheca di altrettanti utenti, che sono circa il 200% dei nostri utenti attuali. I “like” ricevuti sono stati pari al 5% di quelle visualizzazioni, ma al 10% circa dei follower della nostra pagina.

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I post pubblicati dai nostri utenti, invece, hanno ottenuto risultati ancora più rilevanti. Ciò sottolinea il fatto che lo “User-Generated Content” (UGC) crea più emozione nel resto della community ed è quindi importante per la visibilità dell’azienda nel network.
Gli utenti che vedevano i post pubblicati da loro amici hanno reagito positivamente, facendo incrementare i “like” alla nostra pagina del 10% rispetto al giorno prima. Questo ci ha dato e ci porterà maggiore visibilità anche nei prossimi giorni, continuando ad ingrandire la rete di utenti interessati alla nostra pagina. L’importante in questi movimenti è attrarre nuove persone che siano interessate al prodotto o al servizio che l’azienda offre, e che facciano parte del target a cui questa punta con la campagna.

I risultati da noi ottenuti sembrerebbero scarsi in numero assoluto, ma se pensiamo che il tutto è stato raggiunto in un’ora e mezza, e soprattutto dopo soli tre giorni dalla creazione della pagina stessa, questa performance è significativa.
Ciò che si può capire è che da queste campagne si sparge la conoscenza del marchio, ma soprattutto si ottengono informazioni preziose da parte dei consumatori, grazie alle statistiche che ogni social network offre e grazie alle considerazioni personali riguardanti, ad esempio, il contenuto e l’ora di pubblicazione rispetto alle reazioni generate negli utenti.

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